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Emozioni e comportamento

Quando hai paura di scegliere

“E se poi facessi la scelta sbagliata?”

Ogni scelta ci porta su un diverso sentiero di vita. La paura di sbagliare la scelta è quindi comprensibile, perché potresti scoprire solo più tardi la possibilità di scelte diverse che si potevano fare. Oppure potresti trovarti in una situazione che non ti aspettavi e che ti fa pentire della decisione presa.

In fondo, molte cose potrebbero andare storte e questo fa paura. E così, nel dubbio, spesso si resta fermi rimandando la scelta.

Grandi scelte

Continuare la relazione o lasciarsi? Cercare un nuovo lavoro o accontentarsi di questo, provando a sopportarlo?

Sono domande importanti e la paura di immettersi in un percorso sconosciuto può paralizzare. Infatti ogni grande scelta aggiunge un mattoncino alla costruzione del proprio futuro e determina come esso proseguirà.

Sto parlando di quelle situazioni in cui si deve fare una scelta riguardo ad una situazione che già c’è e che potrebbe proseguire allo stesso modo oppure essere modificata o abbandonata.

Ad esempio, scegliere di lasciare il partner e quindi stravolgere la routine ormai consolidata.

Oppure licenziarsi da un impiego senza la certezza di come sarà la successiva situazione lavorativa.

Insomma, si tratta di prendere una decisione riguardo ad una situazione in cui non stai davvero bene (dopotutto, ti sei quantomeno posto il dubbio), ma che continuerà immutata a meno che tu non decida su quale via investire.

Il rischio della scelta

Ogni cambiamento comporta un rischio.

Da una parte, naturalmente, c’è l’impossibilità di prevedere il futuro. Il rischio è quindi quello di andare incontro ad una situazione diversa da quella che ti aspettavi, magari anche spiacevole e comunque inattesa.

Dall’altra parte il cambiamento implica sempre, per definizione, l’abbandono di qualcosa di conosciuto perché alcuni elementi del passato verranno sostituiti da altri elementi nuovi.

Potrebbe essere il cambio casa o il cambio arredamento, così come la modifica del percorso di studi oppure più semplicemente la scelta di una nuova parrucchiera di fiducia.

Si tratta comunque di lasciare alle spalle alcune abitudini in favore di qualcosa di nuovo.

Per questo cambiare, anche se in meglio, può essere difficile o mettere in dubbio. Allontanarsi dalla comodità delle cose conosciute può destabilizzare anche quando quelle cose non sono poi così positive.

Ma nonostante tutte le paure legate alla scelta siano legittime, c’è un rischio molto maggiore: scegliere di non scegliere.

Il rischio della non-scelta

Mentre sei bloccato nella decisione, tutto va avanti così com’è.

In parte questo è sicuramente confortante poiché abbiamo visto che le situazioni conosciute hanno comunque una componente di abitudine a cui ci si lega. In più, se hai una bassa autostima è più probabile che ti lasci cullare dall’idea di stare dove, in ogni caso, sai già come funzionano le cose.

Però, se ti sei almeno posto il dubbio di una scelta, probabilmente quella situazione conosciuta ha qualcosa che non ti fa stare del tutto bene come vorresti. Magari sei anche stressato (se vuoi, puoi leggere l’articolo “Scarica la tensione in 4 mosse“). Oppure c’è una nuova possibile scelta che ti attira e che potrebbe portarti ad una situazione in cui starai meglio.

In ogni caso, non scegliere ti fa rimanere in sospeso nell’indecisione, nel dubbio, nel continuo chiedersi “Come potrebbe essere?”.

Il rischio qui è subdolo, perché rimandare la decisione e rimanere incerto dà molto meno impatto di un cambiamento che, all’inizio, potrebbe anche far soffrire. Tuttavia la difficoltà del cambiamento esiste solo per un periodo, fino allo stabilirsi di una nuova abitudine e di un nuovo benessere.

L’indecisione invece non se ne va fino a che una scelta non viene presa. E fino a quel momento non starai mai bene del tutto, perché avrai in mente un possibile benessere che ancora non hai.

Piccola nota fondamentale: non scegliere significa rimanere nel dubbio di cosa fare.

Cosa ben diversa è la scelta consapevole e netta di rimanere nella situazione attuale anche dopo aver valutato un’alternativa. Prendere una decisione non significa per forza cambiare, ma decidere dove e come stare in modo consapevole e… deciso!

In ogni caso, solo la scelta, seppur difficile, permette alle cose di migliorare! Che sia affrontare un cambiamento o che sia reinvestire impegno nella situazione conosciuta, si tratta comunque di prendere in mano le cose anziché lasciarsi trainare e dipendere in tutto e per tutto dall’esterno.

Le possibilità ad ogni età

“Sì, ma se alla fine prendo davvero la scelta sbagliata?”

Ti propongo due considerazioni.

Innanzitutto, se anche la nuova scelta non fosse come volevi, il tuo desiderio di cambiare la situazione deve farti scattare un campanello. Qualcosa da cambiare o migliorare c’è comunque e rimanere in attesa del caso non può aiutarti.

In secondo luogo, è comunque impossibile non sbagliare mai. Gli sbagli fanno parte della vita e spesso c’è rimedio. Anche se è passato molto tempo, ad ogni età, puoi decidere di prendere in mano le cose per il tuo benessere – fisico, psicologico ed emotivo.

Hai sempre voluto suonare uno strumento? Hai sempre desiderato visitare quella nazione? Avresti la necessità di imparare un po’ di inglese? Credi che il tuo percorso di studi non sia adatto a te, anche se sei già a metà strada? Credi di meritare una relazione sentimentale soddisfacente?

Si può sempre stare meglio, si può sempre fare un passo verso il benessere. Non ci sono condizioni sufficienti per dire “ormai”.

Quando dici “ormai”, l’unico ostacolo vero sei proprio tu. Il passato e l’età anagrafica non sono necessariamente uno scoglio insormontabile. Certo, ci saranno delle differenze. Ma si può sempre (ri)iniziare, nelle decisioni grandi così come nel piccolo.

Il punto è: fare una scelta.

Anche rivolgersi ad una psicologa può essere un modo per prendere in mano la situazione, lavorare su te stesso e trovare il modo adatto per ritrovare benessere. Se non sai bene come possa funzionare, puoi leggere l’articolo “Cosa si fa dallo psicologo?“.

Martina Bortolotti psicologacontattiservizi.

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