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Emozioni e comportamento

Sorpresa! L’emozione che non ti aspetti

Che cosa rende il finale di un film scontato o interessante? In base a cosa siamo vigili ed interessati oppure annoiati durante un discorso, una lezione o una trasmissione tv?

Possono concorrere diversi fattori, ma sicuramente è coinvolta anche un’emozione particolare: la sorpresa.

Che bella sorpresa! O no?

Ci sono persone che amano le sorprese, altre che le temono. Come mai?

In parte dipende proprio dall’individuo e dal suo livello di autostima: alcuni vogliono confermare le proprie aspettative perché questo dà un senso di sicurezza, altri sono stimolati dalla novità e dall’imprevisto.

Tuttavia non è possibile definire la sorpresa in sé come un’emozione piacevole o spiacevole, cosa che invece si può fare con altre emozioni. Ad esempio, tra quelle normalmente considerate piacevoli c’è la felicità, mentre per quelle spiacevoli potremmo nominare la rabbia o la tristezza.

La sorpresa invece è di per sé un’emozione neutra, non ha una valenza positiva o negativa. Essa infatti registra semplicemente l’arrivo di qualcosa di inaspettato o di una novità non prevista.

Tutto dipende allora dallo stimolo specifico che entra in scena, così che la sorpresa lascerà il posto ad un’altra emozione, più o meno piacevole a seconda dei casi.

L’emozione di un attimo

In altre parole, potrai dire se quella sorpresa, quella novità o quell’evento inatteso ti è piaciuto o meno solo nel momento in cui valuterai la situazione, ma la sorpresa a quel punto avrà già fatto il suo lavoro.

Si tratta infatti dell’emozione con la durata minore rispetto alle altre, tanto quanto basta per portare l’attenzione su ciò che è inaspettato.

Mentre il battito cardiaco decelera, l’espressione del viso è tutta un ingrandirsi per accogliere i dettagli della novità (occhi ben aperti, sopracciglia alzate, bocca aperta e grande respiro… la classica faccia sorpresa!). Nello stesso momento l’attività del cervello si intensifica, interrompendo i processi secondari per concentrarsi sull’evento inaspettato.

In questo modo la sorpresa favorisce l’attenzione, la curiosità e quindi anche l’esplorazione degli stimoli e dell’ambiente.

Tutto questo in tante righe di scrittura, ma pochissimo tempo!

Naturalmente, seppur tendenzialmente breve, la sorpresa può avere una durata diversa a seconda della rilevanza dell’imprevisto e dal suo impatto sulla situazione.

In classe ad esempio, una lezione potrà essere tanto più stimolante e accattivante quanto più i contenuti saranno esposti in maniera da riservare sorprese, e quindi curiosità. Qui la sorpresa sarà presente quel tanto da suscitare interesse ma senza lasciare grande sbalordimento così la mente rimarrà attiva per esplorare le nuove informazioni.

In altre situazioni però la sorpresa può lasciare letteralmente a bocca aperta bloccandoti per qualche secondo, mentre la mente elabora l’evento inaspettato. Sia in positivo, come nelle famose scene cinematografiche delle proposte di matrimonio, sia in negativo, come nei casi di licenziamento improvviso.

Emozione di sopravvivenza, un tempo e ora

È già emerso da quanto hai letto finora che la funzione della sorpresa è di attivare l’attenzione per poter valutare sul momento ciò che è inaspettato e adeguare quindi il comportamento alla nuova situazione.

Nella teoria di Ekman sulle emozioni primarie anche la sorpresa viene considerata un’emozione di base che accomuna tutti gli esseri umani indipendentemente dalla cultura e che è presente fin dalla nascita, senza bisogno di essere appresa.

Come la paura o il disgusto, anche la sorpresa è un’emozione di sopravvivenza proprio perché permette di concentrare l’energia sul nuovo e l’inaspettato, cose che nell’antichità potevano significare vita o morte.

Ma anche se al giorno d’oggi il contesto è radicalmente cambiato, la sorpresa continua ad avere un ruolo centrale nelle nostre vite: di fronte alla novità, grande o piccola che sia, la sorpresa arriva subito per concedere poi il passo all’emozione più appropriata alla situazione specifica. Ed è grazie alla sorpresa, che concentra l’attenzione sull’inaspettato, che possiamo fissare ricordi particolari, raccontare aneddoti divertenti, stupire nell’insegnamento o intrattenere con un finale…a sorpresa!

Martina Bortolotti psicologacontattiservizi.

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