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Emozioni e comportamento

Come si auto-regolano le emozioni

Il malessere emotivo può avere diverse cause ed origini. Molte volte alla base vi è la scarsa capacità di regolazione delle emozioni. Vediamo allora quali sono gli aspetti fondamentali della regolazione emotiva.

Temperamento ed esperienze sociali

Naturalmente non siamo tutti uguali. Fin dalla nascita ogni bambino è diverso dall’altro e possiede già caratteristiche personali proprie nelle modalità di rispondere all’ambiente.

In questo caso si parla di temperamento, cioè l’insieme dei tratti costituzionali della persona che la spingono ad agire preferenzialmente in una determinata maniera. Ad esempio, tu potresti essere più o meno propenso all’esplorazione del nuovo rispetto ad altri tuoi conoscenti.

Tuttavia, le esperienze e le interazioni sociali nell’infanzia contribuiscono in larga misura ad influenzare le capacità di regolazione di una persona. Infatti, dalla nascita ogni bambino impara a regolare le proprie attività mentali da ciò che gli trasmettono i genitori (o comunque le figure principali di accudimento e attaccamento). Anche nel corso di tutta la vita, poi, le esperienze sociali continuano ad influenzare le attività mentali di ognuno.

Quando si perde il controllo

La disregolazione emotiva può manifestarsi in diversi modi, tutti accomunati dalla sensazione di perdere il controllo. Certo, a tutti nella vita può capitare che per una somma di circostanze si perda il controllo e si reagisca in maniera esagerata. Le persone con limitata capacità di autoregolazione, però, esperiscono questo tipo di reazione con una certa regolarità o frequenza.

In questi casi, è necessario trovare strategie che favoriscano un pensiero più flessibile e capacità di autoriflessione. In questo modo le reazioni emotive vengono riportate entro margini più tollerabili per la persona, con un effetto diretto anche sul comportamento.

Come la mente regola le emozioni

Le capacità della mente di auto-organizzarsi e autoregolarsi si basano su strutture biologiche, ma come abbiamo visto esse si sviluppano diversamente in base alle interazioni sociali, soprattutto quelle precoci. Di seguito trovi gli aspetti su cui la mente stessa agisce per regolare le emozioni (e in alcuni casi lo fa anche quando non ce ne accorgiamo).

  • Intensità. Il cervello può modificare le proprie attivazioni per regolare l’intensità delle reazioni emotive (ricorda che le emozioni derivano dall’attività cerebrale!), in modo da renderle tollerabili. Per una persona con scarsa capacità di regolazione emotiva, tutte le emozioni intense – anche quelle positive – comportano una reazione non equilibrata e mal tollerata.
  • Sensibilità. Il cervello può anche regolare la soglia di sensibilità per l’attivazione emotiva, ovvero la quantità di stimolazione necessaria per suscitare una risposta. In ogni momento, la soglia individuale dipende non solo dal temperamento e dalle esperienze, ma anche dallo stato specifico del momento. Sicuramente, ad esempio, reagirai in modo diverso ad un evento quando sei rilassato e concentrato sulle tue attività rispetto a quando sei nervoso e stanco. Nelle persone che hanno vissuto ripetutamente esperienze emotive intense, la soglia di sensibilità è facilmente alterata in modo cronico.
  • Specificità. Il tipo di risposta emozionale e la sua intensità vengono determinate anche da come un evento viene valutato nel suo contesto generale. Lo squillo del telefono, ad esempio, provoca reazioni molto diverse se si verifica mentre stiamo aspettando una chiamata oppure se avviene nel mezzo della notte. Il cervello integra tutte le informazioni a disposizione per valutare gli eventi ed attivare determinate emozioni. Alcune persone possono tuttavia sviluppare modalità rigide di reazione emotiva verso determinate situazioni, non riuscendo così a gestire la situazione in maniera funzionale e flessibile.
  • Finestra di tolleranza. Ognuno di noi possiede dei margini entro i quali la reazione emotiva si mantiene equilibrata. Oltre questi margini, invece, la reazione diventa disorganizzata ed eccessiva, provocando stati di tensione oppure, all’altro estremo, di ridotta reattività. In questi casi vengono meno le funzioni riflessive e si agisce in maniera automatica e riflessa. I margini della finestra di tolleranza sono variabili e dipendono anche dal contesto. Una scarsa regolazione emotiva può derivare da margini di tolleranza rigidamente ristretti.
  • Ritorno nei margini di tolleranza. Quando l’attivazione emotiva eccede ed esce dai margini, la mente può mettere in atto dei processi di consapevolezza e riflessione per modulare la reazione e riportarla entro la finestra di tolleranza. Chi non possiede adeguati processi di recupero rischia di rimanere a lungo in uno stato di attivazione eccessiva e disorganizzata, che provoca malessere emotivo e comportamenti sociali non adeguati.
  • Accesso alla coscienza. Solo i pensieri e le sensazioni che raggiungono la nostra coscienza possono essere modulati intenzionalmente. Nonostante la maggior parte dei processi mentali rimanga solitamente fuori dalla consapevolezza, la capacità di coinvolgere la coscienza permette di riflettere sulle proprie risposte emotive e di regolare le reazioni comportamentali in funzione dei propri obiettivi.
  • Espressioni esteriori. Le manifestazioni esteriori delle nostre emozioni non solo comunicano qualcosa agli altri, ma ci danno anche un rimando su ciò che stiamo provando. La regolazione delle espressioni emotive (come ad esempio la dissimulazione in contesto pubblico) può aiutare a tenere una reazione emotiva entro i margini di tolleranza, in quanto la mente tiene conto anche di ciò che avviene nel corpo per valutare gli eventi in senso emotivo. D’altra parte, è fondamentale poter comprendere e condividere con altri i propri stati interiori in maniera equilibrata e funzionale, sia nel linguaggio verbale che in quello non verbale (ne ho parlato anche nell’articolo su come affrontare i momenti critici). Un eccesso di distacco e intellettualizzazione delle emozioni compromette infatti gli aspetti più profondi ed umani delle relazioni interpersonali.

Anche chi ha difficoltà nella regolazione delle emozioni può apprendere delle strategie per aumentare le proprie capacità di autoconsapevolezza e riflessione per gestire meglio le proprie reazioni.

Se ti capita spesso di perdere il controllo o provare malessere emotivo, uno psicologo può aiutarti a trovare il modo migliore per te per regolare le tue reazioni.

Per avere informazioni o prendere un appuntamento, puoi visitare la mia pagina contatti o utilizzare questi recapiti:

cellulare 3477929455

e-mail martinabortolotti.psi@gmail.com

Puoi anche consultare la mia pagina servizi.

Fonte:

D.J. Siegel, “La mente relazionale

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