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Ictus: 9 consigli per i caregiver

Strategie per una gestione efficace della vita con un familiare con ictus

Ho già approfondito in precedenza l’ictus in quanto evento neurologico. Vediamo qui quali cambiamenti esso può provocare nel paziente e soprattutto quali strategie puoi adottare in quanto familiare/caregiver per affrontare efficacemente la situazione insieme al tuo caro.

Cosa aspettarsi dal paziente con ictus

Nel primo periodo immediatamente successivo all’episodio di ictus (fase acuta), la persona viene sottoposta a interventi medici e controlli periodici per monitorare la risposta alle cure, che cercano di stabilizzare la situazione clinica. È importante già in questa fase che anche tu, come familiare/caregiver, apprenda informazioni sulla malattia per sapere cosa aspettarti. Per questo fai sempre riferimento ai medici e alle altre figure sanitarie, chiedendo informazioni e consigli.

Questa attenzione agli aspetti medici deve continuare sul lungo periodo (fase post-acuta), e deve essere accompagnata da una buona informazione anche sui cambiamenti emotivi che possono insorgere nel paziente. Oltre a possibili mutamenti in alcuni tratti di personalità (derivanti dal coinvolgimento delle zone frontali del cervello), è importante restare vigili soprattutto nel caso ci siano segni di tipo depressivo. Per gestire o prevenire conseguenze psicologiche negative dell’ictus, è bene fare riferimento ad uno psicologo.

Come comportarsi

Acquisire informazioni utili sui piani medico e psicologico riguardanti le conseguenze dell’ictus ti permette quindi di gestire meglio la situazione quotidiana che si viene a stabilire.

In più, ti propongo qui di seguito alcune linee guida che puoi seguire per il benessere del tuo caro colpito da ictus:

Confrontati con il team medico e sanitario. Come abbiamo detto, gli specialisti ti possono fornire informazioni su quanto sta accadendo dal punto di vista medico-sanitario e possono darti indicazioni su quali comportamenti adottare con il paziente per la gestione della malattia e dei farmaci. Se qualcosa ti risulta difficile da comprendere o non ti viene spiegato bene, non avere paura di chiedere di approfondire. A volte capita che alcuni medici diano qualcosa per scontato, ma se lo richiedi ti potranno aiutare in maniera più specifica. Non dimenticare inoltre che, purtroppo, va sempre tenuta in considerazione la possibilità di un altro ictus nel corso del tempo. È quindi fondamentale conoscere questa malattia.

Confrontati con uno psicologo. I risvolti emotivi e psicologici tuoi e del tuo caro colpito da ictus non sono sempre facili da prevedere o da rilevare. Si tratta però di aspetti molto rilevanti all’interno della situazione di malattia e non vanno sottovalutati. Dicevamo infatti della possibilità che insorgano segni depressivi e della necessità di prepararsi a cambiamenti emotivi. È importante quindi imparare a gestire anche le problematiche in quest’ambito. Pensiamo ad esempio alla differenza che ci può essere nel prendersi cura di una persona rifiutante rispetto ad una che accetta l’aiuto e collabora. Ma pensiamo anche alla differenza nell’emotività del familiare/caregiver quando si trova solo e appesantito rispetto a quando riceve supporto professionale.

Partecipa alla riabilitazione. Per ridurre al minimo le conseguenze patologiche dell’ictus, il paziente partecipa a interventi di riabilitazione mirati (ad esempio: riabilitazione motoria, logopedica, cognitiva). Se riesci ad essere presente a questi incontri – in accordo con il terapista – potrai ottenere molteplici benefici sia per te che per il tuo caro. Infatti potrai innanzitutto mostrargli sostegno emotivo, poiché per il paziente è difficile affrontare questa disabilità improvvisa. Inoltre avrai la possibilità di imparare insieme al tuo caro e al professionista di riferimento determinate strategie di comportamento e adottarle anche al di fuori dell’ora di riabilitazione. Non ultimo, vedrai quanto il tuo caro può arrivare a fare in autonomia e sarà quindi più facile anche sapere dove spronarlo e dove invece intervenire a supporto.

Metti la casa in sicurezza. Sempre in riferimento a quando condiviso con le figure sanitarie, potrebbe essere necessario un adeguamento dell’arredamento o della disposizione degli ambienti di casa. Ad esempio, quando sono presenti problemi motori di deambulazione o equilibrio, potresti dover togliere tappeti “scivolosi”, oppure riorganizzare le stanze così che il paziente non sia obbligato a fare le scale. Ovviamente non si tratta di disposizioni generali e valide per tutti, ma vanno valutate caso per caso insieme al terapista.

Promuovi uno stile di vita sano. Al di là di fattori di rischio non modificabili, prima fra tutte l’età, esistono molti fattori di rischio che si possono invece gestire per cercare di prevenire un nuovo ictus. Tuttavia è difficile modificare le proprie abitudini in autonomia (a maggior ragione in età avanzata). Per questo può essere prezioso il tuo aiuto nel favorire nel tuo caro determinati comportamenti più salutari, quali ad esempio una dieta equilibrata, l’attività fisica (possono essere anche solo delle passeggiate quotidiane), la diminuzione o l’eliminazione di alcolici e fumo, il controllo dell’ipertensione, del diabete e del peso.

Fate insieme un’attività ricreativa. Coinvolgere la persona colpita da ictus in un’attività che gli piace e da fare insieme può essere un ottimo modo per stimolare le capacità del paziente e favorire la relazione e un tono dell’umore positivo per tutti i partecipanti. È opportuno proporre qualcosa che sia nelle corde del tuo caro e, possibilmente, che fosse un suo interesse già da prima. Si tratta infatti di puntare a qualcosa che lo faccia sentire bene e che rispecchi le sue inclinazioni.

Cerca aiuto. Non avere paura di cercare aiuto tra i tuoi conoscenti o presso associazioni o servizi specifici. Anche piccole cose (farsi portare il pasto, un aiuto nella gestione e pulizia della casa, un affiancamento per qualche ora a settimana…) possono rendere la quotidianità molto diversa e più facilmente affrontabile, sia per te che per il tuo caro. Sobbarcarsi di tutto ti toglierà le energie e sarà uno svantaggio anche per il paziente.

Accetta l’aiuto che ti viene offerto. Se qualcuno si offre di darti una mano, accetta. Puoi chiedergli ad esempio di passare a prendere la verdura (poi, se serve, gli potrai restituire i soldi), o di togliere la polvere mentre tu aiuti il tuo caro a lavarsi e vestirsi. Sei tu che conosci le persone a te vicine e sai cosa puoi accettare da ognuno. Ma non tirarti indietro, ci sono così tante cose a cui pensare che un aiuto non va mai rifiutato.

Prenditi cura di te stesso. Si tratta di un passaggio solitamente trascurato ma di importanza cruciale. Questo punto è stato approfondito in un articolo precedente, in cui ti spiego 5 strategie per il benessere del caregiver e i motivi per non trascurare questo aspetto fondamentale.

Se ti occupi di qualcuno colpito da ictus, prova a seguire i consigli che ti propongo. Se non sei tu, ma conosci qualcuno che può essere interessato, dagli il tuo supporto e passagli le informazioni che ho descritto.

Qualora ti servisse una consulenza o un percorso di supporto per capire come comportarti e come gestire la situazione emotiva, contattami al numero 3477929455 oppure visita la mia pagina contatti.

Se vuoi, puoi anche approfondire i servizi che propongo.

Fonti:

“6 tips for the stroke caregiver”, Saebo.com

“Stroke recovery: tips for the caregiver”, WebMD.com

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