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Caregiver Neuropsicologia

L’ictus

Che cos’è l’ictus

L’ictus (in inglese, stroke) è un evento patologico che riguarda il cervello. Può verificarsi per due principali cause, ma entrambe determinano un danneggiamento dei neuroni, le nostre cellule nervose.

La maggior parte dei casi (85%) è costituita dall’ ictus ischemico (o ischemia cerebrale). Ciò che si verifica è l’ostruzione di un’arteria cerebrale a causa di un trombo o di un embolo. Di conseguenza, i neuroni di quella specifica area del cervello non sono più irrorati dal sangue (che in quel punto smette di fluire) e non ricevono quindi ossigeno e nutrimento, morendo.

La seconda forma di ictus, meno frequente della prima (15% di tutti i casi), è l’ictus emorragico (o emorragia cerebrale). Qui il danneggiamento dei neuroni è causato da una dispersione di sangue nel cervello in seguito alla rottura di un vaso sanguigno.

Complessivamente, l’ictus costituisce la prima causa di disabilità nella popolazione anziana. Tuttavia, in Italia il 5% dei 200.000 casi annuali riguarda persone al di sotto dei 54 anni d’età (dati forniti da http://www.fondazioneveronesi.it).

Conseguenze dell’ictus

Il tipo di deficit che viene riscontrato in seguito all’evento dipende da quale area del cervello viene colpita e da quanto il danno è esteso.

Infatti, le diverse parti del cervello sono specializzate per diversi compiti. Abbiamo ad esempio aree specializzate per il linguaggio, per la pianificazione, per la motricità, per l’attenzione spaziale e così via. Alcuni disturbi sono tipici dopo dopo il danneggiamento di uno specifico emisfero cerebrale (destro o sinistro), per via della lateralizzazione.

Molto spesso vengono riportati disturbi motori. Il lato del corpo che viene colpito è sempre quello opposto alla zona cerebrale dell’ictus. Ad esempio, un ictus nella parte sinistra del cervello spesso porta ad invalidità ad uno o entrambi gli arti destri. Questo perché i nervi che portano il messaggio dal cervello alla periferia del corpo incrociano e si dirigono al lato opposto a quello di partenza.

Oltre alle varie conseguenze a livello più prettamente fisico – di competenza altre figure professionali diverse dallo psicologo – si verificano solitamente anche disturbi a livello cognitivo.

Nel caso di ictus nell’emisfero sinistro del cervello sono frequenti i disturbi del linguaggio (afasie). Ne esistono diverse tipologie in relazione alla danno specifico.

È possibile riscontrare alterazioni nelle capacità di attenzione, che si possono manifestare ad esempio come difficoltà nel seguire un discorso o nello svolgere un’attività quotidiana se è presente un elemento di distrazione. Nel caso di ictus nell’emisfero destro è frequente un disturbo di attenzione specifico per la parte sinistra dello spazio (neglect).

Ci sono diverse altre funzioni che possono essere danneggiate a diversi livelli di gravità, come la memoria, la pianificazione, l’inibizione, la prassia.

In relazione all’area interessata, possono verificarsi anche deficit sensoriali a livello visivo, uditivo o tattile. È inoltre possibile che il paziente diventi incapace di riconoscere oggetti o volti indipendentemente dal deficit sensoriale perché viene danneggiata l’area del cervello che si occupa di quel compito.

Ictus – cosa succede dopo?

Nella vita di tutti i giorni, le conseguenze legate all’ictus possono determinare importanti difficoltà nella cura di sé, nello svolgimento di attività o nelle relazioni con gli altri.

Oltre all’impatto diretto del deficit, come possono essere la sospensione dell’attività lavorativa o la necessità di assistenza in determinati compiti, subentrano le conseguenze psicologiche e sociali della disabilità acquisita. Le difficoltà nel fare ciò che prima era quasi scontato portano importanti risvolti sul piano emotivo, sia per il paziente che per il caregiver che lo affianca (per rivedere l’articolo sul caregiver puoi cliccare qui).

Nei mesi successivi all’evento alcune compromissioni possono regredire e stabilizzarsi ad un livello di gravità inferiore rispetto a quello iniziale. È importante nella fase cronica sottoporre le funzioni cognitive ad un esame accurato tramite una valutazione cognitiva, che permetta di stabilire gli obiettivi per una riabilitazione cognitiva quanto più possibile funzionale e utile al paziente per la sua quotidianità.

Per informazioni o per prendere un appuntamento puoi consultare la pagina contatti del mio sito web o chiamare il numero 3477929455.

Se vuoi puoi anche accedere alla mia pagina servizi.

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